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Il nostro Staff

 

A cura di Alessandro Corso

 

Il nostro staff di Cucina si compone di 8 elementi sotto la supervisione del nostro Executive Chef Giorgio Rimmaudo.

Appassionato di numismatica e archeologia, lo chef nasce nel Febbraio del 1964 a Siracusa e vive, attualmente, a Floridia con la sua famiglia.

Nel 1979 iniziò a lavorare come commis di cucina nella sua città natale. Le sue potenzialità furono subito notate dagli addetti ai lavori che lo seguivano e lo sollecitavano costantemente. Inizia così un lungo cammino che lo condurrà diritto alla qualifica di chef. Non si preoccupa mai degli orari, lavora duramente e, come un girovago, presta il suo servizio presso vari hotel e ristoranti d’Italia.

Fra le più recenti è da menzionare la sua attività presso una nota struttura sita in Cortina d’Ampezzo.

Prevalentemente autodidatta, come lui stesso ama definirsi, ha studiato, e continua a farlo, la materia prima. Ha studiato la tradizione con gli occhi sempre rivolti alla tecnologia. Ama sperimentare e rielaborare nuove pietanze, ottenendo risultati di grande interesse. Ha lavorato presso istituti alberghieri, svolgendo il ruolo di consulente professionale. Ha lavorato a stretto contatto con chef, che sono diventati star della televisione italiana. Non ci sono stelle sul cappello da cuoco di quest’uomo. Estremamente riservato, probabilmente non si vedrà mai in televisione.

 

La conoscenza approfondita della storia del territorio e la celebrazione del valore sociale della materia prima rappresentano quindi le basi dei nostri cucinieri siciliani dinamicamente tesi ad andare oltre una prima rivisitazione della tradizione.

 

La cucina de La Terrazza sul Mare è una cucina di tradizione e di rivisitazione aggiornata che fonde il passato ed il presente sullo sfondo di una terra magnificamente dotata, la Sicilia.

 

Il multiculturalismo etnogastronomico dell’isola si sviluppa attraverso le tante dominazioni passate conosciute.

 

I Fenici vi introdussero il mandorlo, originario dell’Asia centrale ed il melograno dall’Asia minore, poi fu la volta del pesco (u pièrsicu), proveniente dalla lontana Cina.

 

Secondo quanto riporta Plinio, in età imperiale giunsero l’albicocco dall’Armenia, il nespolo d’inverno dalla attuale Germania ed il pistacchio (originario dell’odierna Afghanistan) dalla Siria, mentre si coltivavano e si conoscevano già il noce, il nocciolo, il cedro ed i limoni cedrati.

In epoca bizantina anche i gelsi bianchi e il gelso moro mentre ciliegio, susino e melo, raccolti per lungo tempo allo stato spontaneo finalmente ebbero colture pianificate.

Nello stesso periodo storico, grazie agli Arabi, venne introdotto in Europa anche l’arancio amaro che, nei secoli successivi, divenne il portainnesto del melarancio, l’arancio dolce, chiamato in dialetto portoallu, in ricordo dei navigatori portoghesi.

Con la scoperta delle Americhe arrivò in Sicilia anche il ficodindia che, nell’arco di pochi secoli, divenne uno degli elementi caratterizzanti del paesaggio agrario dell’Isola.

Intorno alla metà dell’Ottocento, infine, furono introdotti gli ultimi frutti antichi di Sicilia: i loti e i nespoli dal Giappone.  

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Un passato importante dunque che i nostri Chef siciliani custodiscono attraverso gli insegnamenti dei primi mentori verso una visione finalmente armonica della squisitezza al fine di offrire uno standard a cinque stelle ed una corretta esperienza del gusto.

 

Il nostro Staff

Contatti

Viale Mazzini, 12 - 96100 Siracusa (SR)

Tel. 0931 464600 oppure 351 2202340