loading

Il nostro Staff

A cura di Alessandro Corso

 

Il nostro staff di Cucina si compone di 10 elementi sotto la supervisione del nostro Executive Chef Placido Panebianco.

 

 

Questa recentissima generazione di cuochi siciliani richiesti in ogni parte del mondo cresce grazie ai consigli e suggerimenti di maestri importanti come Accursio Craparo e Giovanni Santoro ma soprattutto attraverso la stretta collaborazione con nuovi astri affermati come Massimo Tringali.

 

Saldamente radicati al loro retaggio territoriale hanno fatto proprio il famoso motto del grande Chef stellato Massimo Bottura secondo cui la cultura genera conoscenza e la conoscenza apre la coscienza che ti porta alla responsabilità.

 

La conoscenza approfondita della storia del territorio e la celebrazione del valore sociale della materia prima rappresentano quindi le basi di questa seconda generazione di cucinieri siciliani dinamicamente tesi ad andare oltre una prima rivisitazione della tradizione.

 

La cucina de La Terrazza sul Mare è una cucina di tradizione e di rivisitazione aggiornata che fonde il passato ed il presente sullo sfondo di una terra magnificamente dotata, la Sicilia.

 

Il multiculturalismo etnogastronomico dell’isola si sviluppa attraverso le tante dominazioni passate conosciute.

 

I Fenici vi introdussero il mandorlo, originario dell’Asia centrale ed il melograno dall’Asia minore, poi fu la volta del pesco (u pièrsicu), proveniente dalla lontana Cina.

 

Secondo quanto riporta Plinio, in età imperiale giunsero l’albicocco dall’Armenia, il nespolo d’inverno dalla attuale Germania ed il pistacchio (originario dell’odierna Afghanistan) dalla Siria, mentre si coltivavano e si conoscevano già il noce, il nocciolo, il cedro ed i limoni cedrati.

In epoca bizantina anche i gelsi bianchi e il gelso moro mentre ciliegio, susino e melo, raccolti per lungo tempo allo stato spontaneo finalmente ebbero colture pianificate.

Nello stesso periodo storico, grazie agli Arabi, venne introdotto in Europa anche l’arancio amaro che, nei secoli successivi, divenne il portainnesto del melarancio, l’arancio dolce, chiamato in dialetto portoallu, in ricordo dei navigatori portoghesi.

Con la scoperta delle Americhe arrivò in Sicilia anche il ficodindia che, nell’arco di pochi secoli, divenne uno degli elementi caratterizzanti del paesaggio agrario dell’Isola.

Intorno alla metà dell’Ottocento, infine, furono introdotti gli ultimi frutti antichi di Sicilia: i loti e i nespoli dal Giappone.  

.

Un passato importante dunque che la più recente generazione di Chef siciliani custodisce attraverso gli insegnamenti dei primi mentori ed interpreta attraverso la lente di un’esperienza maturata in ambito estero che li porta ad avere una visione finalmente armonica della squisitezza al fine di offrire uno standard a cinque stelle ed una corretta esperienza del gusto.

Il nostro Staff

Contatti

Viale Mazzini, 12 - 96100 Siracusa (SR)
Messaggio inviato correttamente! Grazie.
Cliccando il tasto "Invia" si autorizza al trattamento dei dati personali, ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003